Pisa, l’inchiesta Disabili senza lavoro E’ corsa ai rimedi

Dopo la nostra inchiesta molti enti pubblici stanno cercando di adeguarsi alla legge. Bene Arpat e Cnr,in ritardo Aoup e Comune

Pisa, 19 gennaio 2010 – Piccoli passi. Qualche progresso, anche se lieve, è stato fatto. Perché il problema, quello dei disabili che non vengono assunti nel pubblico, pur avendone tutti i diritti, è grave. Lo avevamo detto alla fine dell’anno scorso, quando abbiamo denunciato per la prima volta la mancanza di sensibilità e lo ripetiamo adesso. A questi enti pubblici che per legge, la numero 68 del 1999, devono destinare dei posti ai disabili, avevamo dato un appuntamento, i primi giorni dell’anno.

Qualcosa si è mosso. Anche si tratta di piccoli e lentissimi movimenti che devono fare i conti con i tempi mastodontici del pubblico. Un esempio. L’Azienda ospedaliera pisana è tra gli enti più insolventi. I numeri chiesti al Centro per l’impiego e che fanno il punto al 31 dicembre del 2008, parlano per l’Aoup di 242 disabili previsti in organico. Le scoperture: fino a questo momento, sono stati assunti 64 disabili su 4.823 dipendenti complessivi. I posti con riserva non assegnati sono 178.

Ma, nell’azienda, manca anche la convenzione, da stipulare con la Provincia, un percorso per effettuare le assunzioni. “Proprio in questi giorni si sta firmando la delibera per la convenzione”, ha assicurato il direttore del personale Grazia Valori. Un documento indispensabile per pianificare le assunzioni. Più lunghi i tempi del Comune di Pisa che deve coprire ancora oltre la metà dei posti previsti. 51 i disabili da assumere, 18 quelli già assunti. “Eppure — deunciano i Cobas — mancano i portieri: assumiamoli subito con le categorie protette”.

“La cittadinanza si lamenta e a ragione — proseguono i sindacati di base — Nei palazzi comunali non ci sono i portieri perché i dipendenti andati in pensione non vengono sostituiti: spesso si gira per le stanze senza trovare un’informazione, mentre si parla di informatizzazione dei servizi”. “Potrebbe essere un’idea — risponde l’assessore Antonio Cassone — anche se riduttiva, i disabili devono lavorare in tutti gli uffici”.

“Non possiamo fare le assunzioni senza prima presentare un piano del personale triennale, altrimenti facciamo soltanto propaganda”, aggiunge Cassone che si impegna nel rispettare come termine la primavera per stipulare la convenzione. Intanto è la responsabile del Centro direzionale per l’impiego, Patrizia Nannetti , a dare un’altra scadenza. Quella del 31 gennaio. Quando il centro deve ricevere da enti pubblici e privati le comunicazioni sulle situazioni occupazionali aggiornate.

“Per chi non presenta questi piani di inserimento assunzioni disabili” — spiega Nannetti — “dopo i controlli, scatteranno le denunce all’ispettorato del lavoro”. Tempi duri anche per chi presenterà il piano ma poi non lo rispetterà non facendo le assunzioni nei tempi previsti. A questi ultimi sarà inviato d’ufficio un elenco dei lavoratori che si sono presentati per coprire i posti.

Se anche a quel punto dovessero restare inadempienti, “l’ispettorato farà le dovute verifiche e effettuerà una segnalazione all’autorità giudiziaria”. Numeri positivi arrivano dall’Arpat, l’agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana, nella cui sede pisana lavorano 51 addetti. Tre i disabili già assunti. E, proprio in questi giorni, è in corso l’assunzione di una persona per le categorie protette. Passi avanti anche dall’Agenzia per il territorio, dal Sant’Anna e dall’università. Al Cnr si è invece ancora in attesa della nomina da Roma della commissione per i tre concorsi. I posti assegnati al Centro di ricerca sono 26, ma sono stati già banditi tre concorsi ad hoc per l’ssunzione di 17 persone, nel primo, 4, nel secondo, e 5 per collaboratore amministrativo nel terzo.
Antonia Casini
Articolo pubblicato dalla Nazione il 19/01/2010

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