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20/01/2012
PETIZIONE PER L'AUMENTO DELL'ASSEGNO SOCIALE (clicca qui per scaricare il modulo)
PETIZIONE AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA E ALLE ISTITUZIONI CONTRO I RINCARI TICKET (clicca qui per scaricare il modulo)
20/01/2012
SOLIDARIETA' DEL MID AL POPOLO SICILIANO
Il Movimento Italiano Disabili, vuole essere solidale con il popolo della Sicilia, in quanto ha avuto il coraggio di ribellarsi ad una politica inefficiente e falsa, volta solo ai propri interessi, e non all’interesse del popolo Italiano.
Una politica che ha pensato solo a tassare i più deboli e quindi ad essere forte con i più deboli e debole con i più forti, un governo che per cercare risorse atte non perdere i propri privilegi, non si è fatta scrupolo di tassare con nuove gabelle la maggior parte dell’onesto popolo italiano. Bene è cominciato il nuovo anno, e noi del Movimento Italiano Disabili, (M.I.D.) vogliamo farVi gli auguri per l’inizio di questo nuovo anno che comincia con il 4,5 in più per la bolletta della luce, 2,3 per quella del gas.
Per la benzina conviene fare un capitolo a parte in quanto tra "accise" e aumenti superiamo l'euro e settanta.
Inoltre ancora senza alcuna vergogna, ha anche il coraggio di dire al popolo siciliano che è una manifestazione creata dalla “mafia”, quando tutti sappiamo e la storia anche recente lo insegna che i primi ad essere collusi con essa è proprio la politica.
Quindi speriamo che da questa protesta scaturita dal popolo “sano”, anche altre regioni ne prendano esempio per mandare a casa questa politica dittatoriale.
Ufficio stampa del Movimento Italiano Disabili
02/01/2012
LA CASTA NON MUORE, MA FA MORIRE IL POPOLO ITALIANO
Ma vogliamo un attimo fermarci e riflettere?
Al litro sono le vecchie 3.300 lire italiane, cioè per 50 litri in media di carburante si spende 165.000 c.a , in euro 86 c.a.. Ora visivamente e mentalmente, tirare fuori dalla tasca 165.000 mila lire ci avrebbe fatto prendere un colpo, invece 86 euro non ci fa rendere conti di quanto stiamo spendendo in quel momento. Il problema nasce in quanto lo stipendio che mediamente si aggira dai 900 ai 1100 euro, non è salito in proporzione in quanto al momento di pagare 165.000 mila lire, avremmo avuto uno stipendio pari a 2.500.000 o 2.800.000 c.a., in euro 1.290 – 1446. Ecco il nostro impoverimento a differenza che va dai 390 ai 346 c.a., verso "l'euro zona", dove invece negli altri paesi il potere e la sua svalutazione, sono rimasti costanti. Ora a noi si aggiunge oltre questo gli aumenti che ovviamente a livello energetico, vanno a colpire la catena produttiva, con due effetti contrari, uno dato dall'ulteriore impoverimento della nostra pensione o stipendio e dall'altro dall'aumento dei prodotti. Questo quindi peggiora ulteriormente il bilancio economico interno il detto pil (Prodotto interno lordo), e anche la "produzione industriale".
Ora questi aumenti, oltre a quelli che verranno, tipo I.m.u Imposta municipale unica, ecc., come ben possiamo capire continueranno ad indebolire il nostro "pil" in quanto potremo spendere sempre meno.
Ora le fabbriche, come potranno aspettarsi un rilancio, se gli aumenteranno i costi energetici e gli diminuirà invece contemporaneamente la vendita sul nostro mercato dei prodotti?
Come potranno confrontarsi con l'estero e quindi esportare maggiormente se avranno da una parte questo aumento e dall'altra una diminuzione?
Inoltre come dulcis in fundo, si attuano norme per le nuove assunzioni, ma allora come faranno le imprese ad assumere se si troveranno tra questa incudine e martello?
Ora un professore di economia, queste cose le dovrebbe sapere in quanto dovrebbe avere studiato le varie leggi di mercato, ma a me sembra che della cosa poco gli interessi, il solo interesse è stato quello di reperire fondi da chi si poteva, e lasciare inalterate o sfiorarle leggermente altre “caste” note….
Comunque il tutto è stato condito dalla benedizione del Quirinale” in quanto interessato giustamente dal fatto di essere stato Lui promotore per tale cambiamento e non certamente il popolo una volta…. “sovrano”.
Ora l’importante è ripianare i conti con il pareggio di bilancio, ma il fatto che essi vengono ripianati, senza andare a togliere le vecchie spese come, “Province, stipendi faraonici, ai dirigenti e pensioni d’oro”. Non si è certamente voluto calmierare queste voci, come ci si è guardato bene dall’iniziare anche dalla casta politica, con ben un parco macchine di 86.000 e più auto blu.
Per queste voci, si sono fatte piccole limature tanto per dare la giusta parvenza di aver colpito anche esse, ma come ben si può evidenziare dalle voci e dalle percentuali, togliere ad uno che guadagna 100 un misero 2 non è certamente cosa tragica, lo è se si guadagna invece 10 allora si!
Figuriamoci per la classe delle persone disabili e per gli anziani che tragedia che sia questo 2012, sarà un vero anno nero per noi, comunque, noi il Movimento Italiano Disabili, continuerà con tutta la sua forza a denunciare questa illecita violenza verso il popolo italiano di persone, che tramite il loro potere, si sono permesse di decidere per esso senza passare per il suo consenso.
Ovviamente è stato tutto “legale” ma giustamente una scelta molto personale non certo da paese civile e democratico di cui poi ci si riempie la propria bocca.
Quindi consigliamo a chi parla ed è il primo cittadino Italiano di andare a rivedersi questa parola sul vocabolario in quanto forse con l’età si perde di lucidità.
Inoltre questo stato in cui versiamo è dovuto e sostenuto dall’UDC (Casini) PD (Bersani)
PDL (Berlusconi) FLI (Fini) ed altri piccoli partiti
Meditate signori la casta non muore ma fa morire il popolo Italiano
Ufficio stampa M.I.D. (Movimento Italiano Disabili)
19/12/2011
DIETE FAI DA TE? L'OBESITA' SI PUO' CURARE!
Il problema delle diete si ripresenta puntuale ad ogni estate con conseguente risalto da parte dei mass media che utilizzano una grave problematicità socio-sanitaria per occupare minuti e pagine di telegiornali e giornali non rendendosi conto che è assolutamente necessario una presa di consapevolezza da parte del singolo individuo che sia duratura nel tempo e che tenga conto soprattutto dell’aspetto relativo alla salute fisica e psicologica.
Molte persone improvvisano diete fai-da-te o ricorrono a scorciatoie farmacologiche raccontate come miracolose o interventi chirurgici a seconda delle mode del momento non capendo che senza un intervento psico-nutrizionale che metta al centro del progetto di cura il soggetto con tutte le sue fragilità e difficoltà nessun intervento può dirsi efficace e duraturo nel tempo¸ in altre parole nessun intervento può considerarsi realmente tale se non prevede la centralità del soggetto e la sua messa in gioco cosa possibile esclusivamente in un Centro unico dedicato a queste patologie.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità l’Obesità genericamente intesa rappresenta la sesta maggiore causa di disabilità. In Italia si stima che vi siano circa 400.000 italiani adulti grandi obesi (0,9% della popolazione).
E secondo stime recenti in Italia il numero degli obesi supera 5 milioni.
L’obesità rappresenta un notevole problema per lo stato di salute della popolazione viste le tante patologie ad essa correlate come il diabete mellito di tipo 2, la cardiopatia ischemica, l’ipertensione arteriosa, le patologie osteo-articolari, respiratorie e neoplastiche; tutte condizioni che portano ad una notevole riduzione dell’aspettativa di vita.
E rappresenta inoltre una situazione che comporta delle conseguenze gravi sulla qualità della vita, legate, in particolare, alle disabilità.
L’obesità ha, quindi, una ripercussione negativa sui livelli di autonomia, benessere psicologico e qualità di vita, in tutte le età.
Parecchi studi internazionali hanno rilevato che alcune condizioni disabilitanti erano significativamente correlate con l’obesità.
Un vasto studio americano del 2004 (11) ha trovato che il rischio di disabilità in soggetti obesi con artropatie auto-riferite era pari a 2,75 rispetto a soggetti normopeso.
Le aree in cui maggiormente si manifestano le difficoltà disabilitanti vedono principalmente coinvolta la mobilità in casa, la cura dell’igiene, compiere i lavori domestici che presuppongono un’agilità che porti a salire su uno sgabello, prendere oggetti riposti in alto o raccoglierne da terra. E ancora azioni quotidiane come il sollevare e trasportare la spesa o lo stare in coda; impossibilità a fare medi e lunghi percorsi a piedi.
E l’Obesità comporta un piano di discriminazione sociale che passa dalla capienza delle poltroncine del cinema o degli aerei, a molti trasporti pubblici, fino alla ospedalizzazione di una persona affetta da Obesità: in ospedale i letti hanno una portata media di circa 100 kg, così come molti degli strumenti utilizzati come Tac, lettini operatori ecc.
L’intervento per il soggetto affetto da Obesità deve essere un intervento finalizzato a recuperare una abilità funzionale estesa a tutte le aree di competenza – come indicato dalle Linee Guida OMS – e che comporti una riduzione degli esiti invalidanti delle malattie con il fine di migliorare la qualità di vita del soggetto. Si rivolge, pertanto, ad una singola persona, ma deve prevedere un intervento mirato a riabilitare tutte le aree e i contesti dove si svolge la sua esistenza.
Le Linee Guida del Ministero della Sanità per le attività di Riabilitazione (GU 30 maggio 1998, n° 124) definiscono un processo riabilitativo come “un processo di soluzione dei problemi e di educazione nel corso del quale si porta una persona a raggiungere il miglior livello di vita possibile sul piano fisico, funzionale, sociale ed emozionale con la minor restrizione possibile delle sue scelte operative”.
Perché questo accada il soggetto obeso deve essere trattato in un’ottica che comprenda un approccio che preveda più figure professionali così da poter accogliere tutti gli aspetti delle molteplici complicanze annesse alla sua condizione; il trattamento dovrebbe, dunque, aver luogo in un contesto dove la multi professionalità agente intorno a lui integri i molteplici interventi, così da evitare i trattamenti multisettoriali dei quali il soggetto obeso è vittima, che prevedono molto spesso un rinvio ad un altro specialista, con la domanda/ affermazione sottesa ad ogni intervento che è: “lei deve perder peso, altrimenti io…”; …l’ortopedico non lo opera se non ha perso peso e lo invia dal dietista, che lo invia dal fisioterapista perché oltre alla dieta serve l’attività fisica , ma il fisioterapista non lo fa muovere se non ha l’ok del cardiologo, il quale se non scende di peso non autorizza alcun movimento…
E’ necessaria una presa in carico che preveda un intervento multi professionale integrato in un Centro dedicato ad alta specialità, dove la condizione di cui è affetto il soggetto obeso è ben conosciuta e trattata in modo adeguato.
Per informazioni telefona allo 0774343891 ti diamo le indicazioni dove puoi rivolgerti.