I PRIMI FRUTTI…

Incominciamo a vedere i frutti della manovra finanziaria del Ministro Tremonti, e come al solito la scure si abbatte di consueto sulla sanità, tagliando ad esempio in Piemonte duemila posti letto, che servivano per la riabilitazione e per la lungo degenza.
Ecco dove si risparmierà, per stare entro la spesa, e di conseguenza anche le altre regioni chi più o chi meno si ritroveranno a dover copiare il Piemonte.
Molto peggio andrà al centro sud, in quanto sappiamo che il debito è maggiore e quindi i tagli saranno ancora più pesanti.
Questo è l’antipasto del tanto decantato “federalismo”, e attendiamo con ansia i suoi futuri sviluppi, a meno che il governo attuale non decida di andare alle urne.
Intanto apprendiamo che il Puglia e precisamente a Taranto, la Guardia di Finanza scopre che la Asl aveva ancora in cura e quindi pagava ben quattromila persone decedute dall’anno 2004 al 2008 ai medici curanti.
Adesso sono in corso le indagini, ma chissà in quante città e paesi questo continua ad avvenire, per tutta Italia, e purtroppo siccome non ci sono leggi serie a perseguire tali reati, si continua a rubare impunemente e con il tacito accordo dei dirigenti.
Questo il nostro buon Ministro Tremonti, che è alla ricerca frenetica dei falsi invalidi, non ci pensa, e il capogruppo della Lega Marco Giovanni Reguzzoni, si complimenta parlando alla Camera dei Deputati per l’accertamento di ben 80.000 disabili, non pensando al disturbo arrecato in questi mesi alle persone disabili ed ai loro familiari per reperire i documenti richiesti dall’Inps, oltre anche al costo sia della spedizione che della produzione degli stessi.
Intanto si fanno i conti per la nuova riapertura dell’anno scolastico, e ci si accorge, che in varie regioni mancano insegnati di sostegno, anche questo sempre per un Governo che si vanta di tagliare gli sprechi, ma non vuole vedere i danni che arreca a tantissime famiglie che già sopportano disagi.
Questo, è il Governo, che non mette le mani in tasca agli italiani, giusto, le mette alle povere persone, ai disabili, e a chi certamente non può far parte della casta.
UFFICIO STAMPA DEL M.I.D.

Alla Camera dei deputati si parla di “disabilità”…

Ieri pomeriggio, c’è stata la discussione alla Camera dei Deputati sul voto di sfiducia verso, il Sottosegretario della Giustizia Giacomo Caliendo, ma noi del M.I.D., non stiamo a giudicare sul Sottosegretario o sulla votazione e su come sia andata a finire, ma interveniamo sul fatto che il Leghista capogruppo Marco Giovanni Reguzzoni, nel suo intervento, ha elencato tutte le cose fatte da questo governo, ed ha anche fatto notare, con un certo motivo di orgoglio che sono state revocate 80.000 pensioni di invalidità, in quanto false, e che altre centomila ne saranno revocate.

Come al solito di noi si torna a parlare semplicemente per queste cose, ma non certo per aumenti sugli assegni sociali, o su quello di accompagnamento, ma noi vorremmo anche far notare e rilevare che anche se 80.000 pensioni sono state al momento revocate, è anche possibile che con i ricorsi che sicuramente verranno fatti, questi numeri diminuiscano, confermando forse che qualcosa non funziona nei controlli che si stanno effettuando.

Rimane il fatto che il motivodi orgoglio per un politico, dovrebbe essere quello di poter dire, siamo riusciti a dare di più a delle persone che vivevano di poco ed ora possono vivere dignitosamente grazie a al nostro buon e saggio governo.
Ma questo al momento non possiamo dirlo dato che la parola “disabile” nell’aula della Camera dei Deputati, viene accomunata solo a falso e truffa ai danni dello stato.

Ritorniamo con il dire noi del M.I.D., perché pensate solo a noi in questi termini, e in due anni di lavori, altro non avete fatto, e questo sinceramente ci sembra molto vessatorio verso la nostra categoria.
Noi del M.I.D., speriamo che i disabili e i familiari delle persone disabili, al momento che si ritornerà alle urne, si ricordino quando invece farete promesse per cercare voti, di quelle che sta accadendo oggi.
Ufficio stampa del M.I.D.

INTERVISTA DEL SETTIMANALE LA VERA CRONACA AL COORDINATORE NAZIONALE DI ROMA

Affrontare il problema della disabilità fronteggiandolo da vicino e con l’esperienza di chi con questi problemi è costretto a convivere quotidianamente e sa bene quali siano i disagi maggiori cui si va incontro; il tutto non all’interno di un’associazione ma in un vero e proprio partito politico che si occupi soltanto di disabilità. È questo lo scopo che persegue il Mid, vale a dire il Movimento Italiano Disabili, nato da circa 5 anni con lo scopo di portare alla luce i problemi maggiori delle persone costrette a convivere con gravi forme di handicap; il movimento è composto da tutti disabili, presidente compreso, come ci spiega il coordinatore nazionale Gianfranco Malato, disabile al 100%:
“Il mid è composto da soli disabili che quindi possono comprendere a fondo tutti i disagi e cercare di risolverli meglio dei nostri politici; ci occupiamo di queste problematiche perchè abbiamo appurato che purtroppo le varie associazioni, onlus e quant’altro giri intorno alla disabilità non possono niente contro la politica, sia quella passata che quella recente. Nessuno ha mai fatto nulla per i disabili; per fare un esempio, l’assegno sociale dieci anni fa era di 250 euro, oggi è di 253 euro. In Francia è di 600 euro. E lo stesso dicasi per pensioni minime ed assegno di accompagnamento.”
Questa sono le ragioni per le quali il Mid, circa cinque anni fa in fase di nascita, decide di costituirsi come partito; più che un’associazione, nei loro piani per tentare di cambiare la situazione dei disabili può essere efficace un partito politico: “L’ unica maniera per cambiare la situazione disabili è quella di fare un partito – continua il coordinatore nazionale – creare un’altra associazione non sarebbe servito a nulla, si sarebbe solo andata a sommare alle molte che già esistono ma non avrebbe affrontato il problema. Noi siamo un partito vero e proprio, vogliamo crescere e continuare su questa direzione cercando di portare i nostri rappresentanti in parlamento; lo vogliamo fare realmente, vogliamo persone lì che battano i pugni sugli scranni e combattano per i diritti dei disabili. In questo campo credo che siamo l’unico movimento che vuole affermarsi in politica, le altre sono per lo più associazioni.”

Chiediamo al coordinatore se in passato hanno già presentato le loro liste all’interno di qualche competizione elettorale, ci risponde orgoglioso e con un pizzico di rammarico: “Ci siamo presentati alle comunali in Puglia e per poco riuscivamo a spuntarla, ci è andata male solo per qualche voto ma diciamo che era un po’ un esperimento. Abbiamo molte adesioni ci stiamo facendo conoscere e penso che diamo anche fastidio sia a destra che a sinistra in quanto noi siamo apolitici; a noi interessa solo risolvere i problemi della disabilità. Stiamo crescendo e ci stiamo facendo conoscere, ma d’altra parte non è facile anche perché noi non abbiamo soldi; il tesseramento per il nostro movimento è gratuito, non come quello per i grandi partiti. Ci sentiremmo molto a disagio a chiedere soldi ad un disabile, quindi ci autofinanziamo e viviamo con le donazioni che ci arrivano.”
La corte da parte di partiti più noti, ci confida il coordinatore Gianfranco Malato, non manca e non è mai mancata ma non si è mai tradotta in qualcosa di concreto: “Molti partiti sotto elezioni ci hanno fatto la corte, ma nessuno ha voluto accogliere le nostre richieste; dovevamo ridurci soltanto ad essere un serbatoio di voti e così abbiamo preferito lasciar stare; per ora non vogliamo apparentarci con alcun partito poi in futuro non si sa mai.”
Come ogni partito che si rispetti, anche il Mid ha un suo programma ben incorniciato in alcuni punti sui quali batte con insistenza: “i nostri punti da portare avanti sono: assegno sociale; pensioni minime per disabili che purtroppo hanno dovuto smettere di lavorare; assegno di accompagno per chi si ritrova disabile ed ha inevitabilmente bisogno di assistenza anche perché i servizi sociali sappiamo bene come funzionano. Ora con la nuova manovra andranno anche ad assottigliarsi ulteriormente. L’ ultimo punto del nostro programma, ma forse il più importante, prevede la nascita di un Dipartimento a se stante, come fosse un ministero; in questo modo si andrebbe a creare un sistema diretto, con meno passaggi burocratici e risparmiando così diversi soldi che potrebbero poi esser reinvestiti per i disabili.”
Un altro passaggio importante, infatti, che preme molto al Mid come partito è quello della chiarezza dei fondi destinati al sostegno; tra i potenziali compiti che si propone di svolgere vi sarebbe anche quello di controllo: “Perché, per fare un esempio, se viene stanziata una cifra per determinati insegnanti di sostegno quando poi questa cifra arriva a destinazione è sempre minore di quella preventivata inizialmente? I soldi si perdono per strada nei numerosi passaggi burocratici: se si facesse tutto in modo diretto sarebbe anche più facile controllare. Quante volte leggiamo di corsi di computer per i disabili, ma poi chi controlla? Vengono stanziati tot soldi da una regione ma poi chi sa dove vanno a finire? Il disabile poi trova realmente un posto di lavoro? Perché anche sulla legge che riguarda la disabilità sul lavoro siamo in alto mare; forse non tutti sanno che le aziende preferiscono magari pagare una multa alla comunità europea piuttosto che non assumere un disabile.”

Pierfrancesco Palattella

68/99 “la burla”

La legge “burla” 68/99 sul lavoro dei diabili, noi del M.I.D., la chiamiamo cosi in quanto da parecchi anni ancora, non ha mai avuto il suo effetto, anzi forse non lo ha avuto mai.
Il collocamento, infatti non è servito in quanto, le aziende pur di non assumere un disabile, preferiscono rischiare di pagare una multa.

Inoltre, molte volte quando qualche società interinale, cerca di collocare un disabile, molte volte il futuro datore di lavoro, inizia a chiedere specializzazioni nei settori più disparati e quindi il disabile la maggior parte delle volte ne resta escluso.

Inutili quindi sono sovente i corsi fatti da regioni e comuni, in quanto il più delle volte risultano inutili, perché senza la minima esperienza lavorativa, essi cadono nel vuoto, e quindi il disabile resta escluso dal mondo del lavoro.

I dati infatti confermano questa tendenza, e la legge rimane come al solito solo fatta di belle parole scritte sulla carta, in quanto anche per gli incentivi pubblici, ci si accorge che le figure che trattano sono oramai fuori del mercato.

Ecco perché noi la definiamo legge “burla”, e come sempre ritorniamo con il dire che se non vi è un “Dipartimento unico” per la disabilità, che si interessi personalmente di questo e che possa fare i vari riscontri nelle società, e verificare se sono in regola con le norme della legge 68/99, il problema continuerà ad esserci e mai verrà risolto.

Infatti i controlli sono molto blandi, a differenza dei controlli che il buon Ministro Tremonti ha chiesto sugli invalidi, che sono scattati immediatamente, e con solerzia impeccabile, altri controlli si lasciano cadere nel vuoto.

UFFICIO STAMPA DEL M.I.D.

Problemi di poltrona…

Mentre la maggior parte degli Italiani, è in ferie… la nostra politica continua a discutere sui suoi problemi personali, di coalizioni, di separazioni, di nuove alleanze e di elezioni, tutta la politica comunque continua ad essere in fermento ma il fermento è sempre per motivi loro.

Sembra che tutto il resto non conti, che tutto proceda per il meglio, che gli italiani siano entusiasti di questo stato di cose, ma forse le cose non stanno in questo modo.
Le file davanti alla Caritas, aumentano, le persone che vanno in vacanza diminuiscono, e anche se i mezzi di comunicazione dicono tutto il contrario, con stupendi filmati di spiagge affollate, forse sono i filmati degli anni passati.

Il bollino nero sulle autostrade, si è trasformato in verde, e le autostrade erano senza particolare traffico, quindi il boom la paura del caos autostradale, si è sciolto come neve al sole.

Ma qualcosa certamente non gira come dovrebbe, e anche se il governo continua a dire di non aver messo mano nelle tasche degli italiani, crediamo noi del M.I.D., che i tagli alle varie regioni, ricadranno per forza di cosa sui più deboli, e quindi su noi disabili.

Molte prestazioni, con i tagli fatti verso le regioni, non saranno più dati, e quindi se si vorranno, si dovranno pagare e da questo, le mani in tasca ci toccherà mettercele da soli noi, e sempre dalle nostre tasche usciranno.

Quando lo Stato centrale, diminuisce i fondi da dare, è una cosa che viene da se, che gli onorevoli delle regioni e quindi tutto a cascata, non certamente si toglieranno i loro benefit, ma automaticamente i tagli li faranno verso altri capitoli.

I capitoli che verranno penalizzati, saranno principalmente quello della sanità, a livello di prestazioni sanitarie, e prestazioni sul capitolo sociale, che perderanno i fondi prima dati con conseguente ricaduta sia per i più deboli che sono i disabili e gli anziani.

Non prendiamoci in giro, con parole fantasiose come “virtuosismo”, queste parole, sanno di ridicola presa in giro e quindi sarebbe meglio che il federalismo se le risparmiasse, in quanto i “virtuosi” sono le persone che vivono con assegni sociali da “256” euro, e assegni di accompagnamento di poco superiori a “480” euro.

Non parliamo anche delle pensioni minime che usufruiscono i più fortunati che sfiorano i 470 euro essendo riusciti a lavorare qualche anno, prima di ritirarsi per causa di forza maggiore, e questi signori si permettono ancora di discutere dei loro miserabili problemi di poltrona?

UFF. STAMPA DEL M.I.D.