I disabili chiedono l’attenzione della politica

Notizia sui disabili dal giornale Il Tirreno

il Tirreno — 07 marzo 2010 pagina 07 sezione: MASSA

MARINA DI CARRARA. Il Movimento Italiano Disabili inizia a muovere i primi passi in politica, supportato dall’Associazione Senza Barriere. Ieri pomeriggio, infatti, alla circoscrizione 5 di Marina, si è svolto un incontro con i candidati delle varie forze politiche (Radicali, Pd, Pdl) che corrono per le attuali elezioni regionali. L’incontro aveva come fine quello di confrontarsi con i partiti riguardo alla loro sensibilità sulle problematiche dei disabili.

I Disabili nella politica

Il Mid, difatti, non ha potuto presentarsi come lista civica a causa della mancanza di fondi per la campagna elettorale, ma non esclude di riuscirci nell’immediato futuro. Gli esponenti dei partiti presenti in sala si sono tutti trovati d’accordo sull’apoliticità delle problematiche dei disabili e sul fatto che questo impegno non debba essere solo un argomento da sbandierare durante la campagna elettorale, ma un impegno quotidiano e concreto. Gli sforzi del Mid e di Senza Barriere si concentrano principalmente sull’abbattimento delle barriere architettoniche, e non solo di quelle fisiche, ma anche di quelle mentali, che impediscono ai ‘normodotati’ di mettersi nei panni dei diversamente abili.

Un’altra importante battaglia è quella relativa alla creazione, a livello provinciale, di un Dipartimento della Disabilità gestito dai disabili stessi, così da centralizzare in un unico luogo «tutte quelle le problematiche che sono divise fra Comune, Provincia, Regione», spiega il Presidente nazionale del Mid Francesco Ferrara.

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PER UNA TOSCANA DEI DIRITTI, TUTTI DIVERSAMENTE UGUALI

M.I.D. Movimento Italiano Disabili

PER UNA TOSCANA DEI DIRITTI, TUTTI DIVERSAMENTE UGUALI

Partecipanti: Presidente MID Francesco Ferrara, Coordinatore Regione Toscana Marioara Sivu, Coordinatore Provincia Carrara Fabio Basile – esponenti politici PD, PDL, lista Bonino, Radicali Carrara …
La riunione di sabato 06/03/2010 a Marina di Carrara ha già chiaramente scatenato il dibattito, come potete vedere.
D’altronde il luogo era molto stimolante, essendoci riuniti in un Centro molto particolare, un tentativo di fare sintesi tra le nuove elezioni ed i problemi del MID. Certo qui l’utenza tipica è il diversamente abile, che continua comunque a scontare, come media nazionale, tanti anni di tempo prima di poter trovare una soluzione ai problemi che ogni giorno emergono (anche senza tener conto della crisi congiunturale di oggi). Solo una particolare categoria di utente forse meno bisognosa di altre ma che comunque anch’essa stenta a servirsi del servizio pubblico.
I margini di miglioramento per l’azione pubblica sembrano peraltro evidenti dai interventi avvenuti come la SdS (Società della Salute) nella Regione Toscana.
Un altro aspetto toccato durante il confronto riguarda la gamma delle funzioni oggi svolte dal servizio pubblico: ad esempio la certificazione delle competenze o la convalida delle esperienze, funzioni che ci porterebbero ad essere almeno pari sul piano europeo.
Solo in Toscana (e si sta da poco iniziando anche in qualche altra regione italiana), con la recente introduzione del Sistema Regionale delle Competenze, si potrebbe oggi dare una risposta importante rispetto al Diritto del Cittadino sul piano del riconoscimento delle proprie competenze.
Chiudo il report della 1°riunione segnalando infine l’interesse suscitato dal dibattito:
Interventi:
 Fabio Basile
apertura della riunione, presentazione Presidente e MID
 Francesco Ferrara
presidente MID – pone accento ad un DIPARTIMENTO DISABILITA dove non devono lavorare i normodotati
evoca i punti sensibili e di forza nell’incontro della disabilità – notevole problema di essere ascoltati riscontrato nelle problematiche tra enti Comune – ASL – Regione – Provincia che inviano il disabile da uno ad altro senza porsi il problema del disabile – un esempio toccante in Lazio sono le fisioterapie …
< Non abbiamo una simbologia politica – siamo di dx, sx, centro, ecc – ci stiamo preparando solo per questo dibattito sulle varie problematiche del diversamente abile.>>
Quello che si vuol fare e creare una sinergia in modo che si possano eliminare le barriere architettoniche, lavorative, di sanità, mentali.
 Fabio Basile
motiva le varie esigenze organizzative e da parola ai candidati per capire i loro programma sulle varie problematiche tenendo presente le vicine elezioni
 Jacopo Ferri
capolista PDL – il figlio dell’ ex ministro Enrico Ferri che non tarda a sottolineare gli interventi del padre ed il suo lavoro nella Regione Toscana
trovare le soluzioni per risolvere questi problemi tenendo presente le risorse finanziarie, operare politiche da soddisfare questi bisogni
L’abbattimento delle barriere architettoniche nelle strutture pubbliche e il suo primo obbiettivo, spendere sulla comunicazione – dando risposte concrete
porta come esempio la Legge Jervolino 13/1989
 Angela Ricci
candidato Radicali mette l’accento sull’importanza della L. 328/2000, convenzione ONU
problema che trova il diversamente abile sta nella quotidianità
fa leva sull’abandono della convenzione ONU, sulla discrepanza degli aspetti della politica
 Francesco Ferrara
Legge per l’avviamento al lavoro – gli ispettori mancano per mancanza di fondi – questo rappresenta un male perché le ispezioni non avvengono
< >
 Maria Teresa
Fa presente la consapevolezza a Carrara ed una certa attenzione verso il disabile, non si può fare di più – l’esempio e quello della SdS nata nel 2004 in fase di sperimentazione grazie all’impegno di Enrico Rossi
Il problema e quello dell’accesso del bisogno, dove deve andare la PERSONA – accessi razionalizzati: ASL, Comune bisogna aver un piano ben preciso
NO alle strutture che non danno alla persona ciò che serve ..
 Loris Rossetti
capolista PD
la sua disponibilità e per l’invito di Fabio Basile, amico
sottolinea che ciò che si e affrontato non va fatto solo nella campagna elettorale
1° barriera – cominciare a ragionare tutti in termini di disabilità, esempio suo collega
la disabilità trova le barriere molto più grandi e meno visibili
<  Marioara Sivu
coordinatore Regione Toscana
punto di partenza Legge 68/1999
excursus nelle offerte per disabili – si chiede oltre a quello che fa di solito un normodotato
va controllato questo sistema – le radici non funzionanti – l’ufficio Collocamento Mirato
barriere da quelle architettoniche, morali, sociali – verso una depressione ogni giorno maggiore
non si vuole elemosinare niente ma con la pensione di invalidi non si riesce a pagare neanche le bollette – perciò tutto porta ad un esclusione sociale ogni giorno ….
ed altri …
***
concludo su un diritto/dovere alla cittadinanza – CITTADINANZA ATTIVA:
I dati oggettivi parlano chiaro: con la crisi stano aumentando i fattori che facilitano o confermano l’esclusione sociale. Anche osservando le tendenze alla mobilità sociale otteniamo questo risultato (polarizzazione della ricchezza, caduta del reddito e dei consumi per una vasta area di “garantiti”, approfondimento dei processi di precarizzazione sociale e lavorativa, tendenza al peggioramento per i gruppi sociali già deboli che non trovano occasioni di promozione sociale nel restringimento dei redditi, dei consumi e dell’occupazione in atto).
Alle difficoltà dei “poveri” corrisponde con la crisi anche un numero molto ridotto di opportunità di ricollocamento al lavoro ma anche di integrazione sociale (spazi di socialità, ospitalità in strutture scolastiche e di formazione permanente, attività in sussidarietà del privato sociale), per altro in sempre più aperta competizione altri gruppi sociali più o meno forti e più o meno con esperienza,
la crisi nel dilatare e generalizzare su nuovi segmenti sociali questi stessi processi di esclusione tocca ora i nervi dell’area sociale fin ora inclusa e mette sempre più a repentaglio la coesione sociale e lo stesso rapporto tra i cittadini più “fortunati” e quelli meno “fortunati”.
Non ci sono ricette scontate nella battaglia contro l’esclusione sociale, ma certo c’è da porre di nuovo attenzione sul fenomeno dell’esclusione, superando la cultura sociale e politica che ha preferito farsi custode degli interessi della maggioranza inclusa (e in particolare di “pezzi” privilegiati di questa per acquisirne il consenso marginale). La politica invece dovrebbe fare i conti con i rischi sociali intrinseci nel modello di sviluppo e sulla impossibilità dei mercati di garantire l’assorbimento delle diverse criticità. Per dirla tutta la politica ha fortemente eluso di porre in essere obbiettivi tangibili contro processi che attentano a diritti religiosamente conservati nella nostra carta costituzionale già nei primi articoli (lavoro, Salute, rimozione delle cause di diseguaglianza, diritto all’istruzione), o lo ha inteso fare tutt’al più provvedendo al piccolo cabotaggio caritatevole (social card, piccoli aggiustamenti a favore di ristrette categorie.
Superando ipotesi palingenetiche di “giustizialismo sociale” e derivanti dagli esiti del“conflitto politico-sindacale”, e scartata l’ipotesi che sia disponibili una adattatività capace di modellare i soggetti a tutte le diverse opportunità, la battaglia contro l’esclusione sociale degli individui ha i suoi fondamenti non tanto negli strumenti attivati, quanto nel diritto/dovere di cittadinanza, nella responsabilità sociale, nella capacità di decisione e di autonomia sociale degli utenti degli stessi servizi sociali (anche di quelli più tutelati, come ci insegnano i percorsi virtuosi di “liberazione” dall’emarginazione e dallo sfruttamento).
Certo è che in questa fase potremmo lasciare tutto fare alle dinamiche sociali in atto e al mercato , affrontando i rischi dello scontro sociale che potrebbe determinarsi visto le attuali dinamiche di polarizzazione sociale. Così i ricchi e i più garantiti potrebbero trovarsi a dover fare i conti con un ampia area di disagio sociale (inutile negare che segnali su questo fronte sono già evidenti…anche se la mancata politicizzazione di queste tensioni evidentemente le riduce di importanza). Ma avremmo anche la necessità di fare i conti con il decadimento della qualità della nostra democrazia (che non può fare a meno anche dei suoi presupposti sociali). Inutile ricordare che questo potrebbe essere perfino un dejà vu del secolo breve che ha caratterizzato il momento peggiore dell’altro secolo oppure il peggior prezzo da pagare rispetto alla globalizzazione e all’insorgenza di nuovi paesi nella direzione dello sviluppo del globo.
Proprio per questo preferiamo invece pensare che sia più utile cercare di ricostruire i complicati percorsi con cui ridare tono e presenza a Servizi come quelli per la Salute, l’Abitazione, la Assistenza Sociale, l’Istruzione, i Servizi per il Lavoro, il supporto ai DIVERSAMENTE ABILI, riformulando paradigmi e modalità di azione degli stessi , facendo tutti i conti con una deriva politico-istituzionale che ne ha sminuito la valenza e fortemente ridotto le capacità relative, spesso in nome di una sviluppo che avrebbe provveduto al superamento delle stesse criticità, ma anche in presenza di forti equivoci in tema di privatizzazione-aziendalizzazione o di sussidarietà del privato sociale e della moda di pensare molte cose ad effetto, ma stando ben lontani dalle cause strutturali che generano alcuni fenomeni sociali.
Lo Stato in realtà ha sempre maggiori difficoltà (politiche ed operative) a farsi carico di crescenti necessità redistributive e compensative tra le diverse aree sociali e territoriali. Da questo punto di vista, o la politica riprende la sua capacità di guardare lontano (nel nostro caso a riguardo ad una società a forte coesione sociale e a forte capacità di assegnazione di diritti sociali e di cittadinanza) , o la semplice gestione dei singoli interessi e l’acquisizione del consenso marginale ci portano da poche parti, o meglio dritti dritti ad una società assolutamente diversa e sensibilmente meno “coesa” di quella su cui, tra alti e bassi, si è prodotta una forte convergenza sociale e politica nel dopoguerra.
Far finta di nulla, da questo punto di vista, è peggio che fare poco o smettere di fare, almeno per tutti quelli che conservano e intendono affermare l’idea di una società democratica solidale, aperta e capace di sostenere anche le sue componenti più deboli e svantaggiate.

Dr.ssa MARIOARA SIVU

Firenze, 09/03/2010

ANCORA TAGLI ALLA SANITA A CHI ? AI DISABILI

Il MID (Movimento Italiano Disabili) boccia il decreto legge emesso dal Commissario Elio Guzzanti, per l’emergenza Sanità nel Lazio il quale stabilisce che dal 1° Aprile 2010 tutte le terapie riabilitative, saranno a pagamento con ticket, comprese quelle dei minori.

Noi ci opponiamo fermamente in quanto, come ormai di prassi, quando vi è da fare tagli sulla salute si vanno a colpire sempre e solo le fasce più deboli.
Quindi il Mid sarà presente IL 22 Marzo alle ore 10,30 davanti alla Regione Lazio In via Della Pisana N° 1301 per dar voce di protesta di questo
Il Presidente Francesco Ferrara
Il Coordinatore di Roma e Provincia Gianfranco Malato

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

la moglie di mio fratello, di anni 42, è affetta da una patologia neuro degenerativa rara, progressiva e non curabile, denominata demenza fronto temporale (acronimo FTD), è in atto, dopo 4 anni si trova in uno stato quasi vegetativo. Dopo due anni di ricovero ospedaliero a Cefalù (PA), poiché fino ad oggi non ci sono n…è miglioramenti né rallentamenti nella progressione della malattia, vogliono spostarla in un centro RSA a 60 Km da casa, lontano dal marito e dai due bambini, o a casa nostra con l’assistenza saltuaria di qualche infermiera (si trova immobile a letto, non parla, si alimenta con le macchine, ecc.) con i bambini che vedranno ogni attimo, ogni giorno, morire lentamente la propria mamma. Chi ha informazioni o esperienze ci consigli (ancora meglio da chi si trova a Palermo e dintorni), possibilmente come poter fare perché possa rimanere ricoverata nell’ospedale vicino alla famiglia.
Per chi può dare un consiglio contattare
litonio@libero.it

CI NEGANO LE TERAPIE, CHE VERGOGNA! PER QUESTO PROTESTIAMO ALLA REGIONE LAZIO

COMUNICATO STAMPA DEL MID

Si porta a conoscenza che il giorno 22 Marzo 2010 alle ore 10.30 il MID (Movimento Italiano Disabili), sarà presente presso la Regione Lazio in via Della Pisana per protestare e far sentire la sua voce sui problemi delle terapie che non vengono passate dal SSN (Servizio Sanitario Nazionale) in quanto non riconosciute ma prescritte dai medici.
Quindi i disabili si trovano per questo motivo, scoperti da tale servizio, e per poter usufruire di tali terapie, si vedono costretti a dover patteggiare con Asl e Comuni, cifre forfettarie come se la salute personale fosse una merce da contattare ad un banco di mercato.
Quindi si richiede la massima presenza da parte di tutti i sostenitori del Mid.
Il presidente del MID Francesco Ferrara
Grazie.

Per comunicare l’eventuale partecipazione, ed eventuali chiarimenti tel.0774,343891
Cell. 3476546894

Come ogni mattina, quando apro la mia casella postale, o la casella postale del Mid (Movimento italiano Disabili), non vi è giorno in cui non si debbano riscontrare sempre e ovunque disfunzioni nel nostro sistema burocratico.
Questa è una lettera inviata da una mamma che ha chiesto il nostro aiuto, e le sue parole sono semplici e chiare, per motivi di privacy, ho omesso il cognome, ma ovviamente è tutto registrato.
Ora questo come cento, mille e altri casi, vengono scartati dalle terapie classiche che passa il Servizio Sanitario Nazionale, e deve colpire la frase “DIRITTO ALLE CURE DELLA MIA FIGLIOLA”, che giustamente ribadiamo noi del MID, è cittadina Italiana, i suoi genitori pagano puntualmente le tasse, il suo papà è di professione militare, quindi lo Stato prende in anticipo i soldi dalla sua busta paga, e ovviamente non può certo eludere le tasse.
Per le Istituzioni la famiglia è benestante, ovvio con i parametri che danno, il detto Isee (L’ Indicatore della situazione economica equivalente, è uno strumento che permette di misurare la condizione economica delle famiglie nella Repubblica …), o sei nullafacente o il rientrare nei parametri è quasi impossibile.
Quindi, ora quello che ovviamente resta da fare, è andare a protestare contro la regione Lazio, perché intervenga e metta a disposizione la cifra che consenta alla famiglia di sostenere tali cure.
Ecco l’importanza come già ribadito più volte, di un dipartimento a se della disabilità, in quanto ogni volta che si esce dall’ordinario, ci si trova ad essere palleggiati per competenze da una Asl ad un Comune, ed ognuno si scrolla il problema di dosso.
Sulla salute, non si può certo permettere questa immonda cosa, in quanto poi possiamo assistere a sprechi eccezionali, come i milioni spesi per il centro del G8 della Maddalena, o meglio per restare in tema, i lavori costati milioni di euro per gli impianti di Tor vergata a Roma per i “Mondiali di nuoto” ancora ad oggi non conclusi.
Per queste cose i soldi si riescono a trovare, e stranamente non si palleggiano le competenze, anzi forse si litigano le acquisizioni per esse, stranamente….
Poi quando il cittadino comune, ha bisogno di aiuto da parte delle istituzioni queste allora sono le risposte che abbiamo.
Leggetevi la lettera, riflettete su quanto ho scritto, cose come queste, si spera non debbano mai capitare, ma se capitano allora sono guai….

LETTERA FIRMATA
Mi chiamo ………. Gloria sono residente a Guidonia provincia di Roma, madre di
una minore con una patologia invalidante
Mia figlia nel gennaio 2009 è stata sottoposta ad un intervento di ASTONESI POSTERIORE.
(IMPIANTO DI VITI E BARRE SULLA COLONNA VERTEBRALE).
Questo intervento purtroppo ha limitato la sua deambulazione e dovrebbe sottoporsi a frequenti terapie riabilitative.
La mia famiglia è composta da 5 persone io mio marito e 3 figli e l’unicosostentamento è di mio marito di professione militare.
Mia figlia ha bisogno della terapia di “IDROCHINESI” che purtroppo non è convenzionata
dalla Regione Lazio ed è costosissima anche per la sua durata di un anno come prescrizione
medica ospedaliera.
Nel nostro territorio Guidonia ci sono solo strutture private,mancano strutture sanitarie ospedaliere organizzate per la riabilitazioni.
Dovremmo noi tutti genitori poter dimostrare ai vertici delle istituzioni che non siamo
degli animali emarginati, sono una cittadina dimenticata dallo Stato.
Il mio conto in banca è sempre rosso e le istituzioni mi descrivono come una famiglia
benestante per i loro criteri non accettabile di una eventuale “DIRITTO ALLE
CURE DELLA MIA FIGLIOLA”. Attendo risposta e solidarietà da tutti quelli che come noi
cittadini credono ancora in una giustizia grazie per la vostra attenzione.
.

L’idrochinesiterapia rappresenta la metodica di massima e migliore integrazione tra le proprietà fisiche dell’acqua e terapeutiche del movimento.
L’acqua favorisce in modo determinante l’esecuzione di esercizi di mobilizzazione attiva e passiva, grazie alle sue proprietà fisicobiologiche. La caratteristica principale è il manifestarsi dell’azione antigravitaria secondo la legge di Archimede (un corpo immerso in un liquido riceve una spinta verso l’alto pari al peso del volume del liquido spostato), che determina l’effetto di alleggerimento del corpo immerso.
L’acqua sostiene gran parte del peso del corpo favorendo l’esecuzione di movimenti con un corretto lavoro muscolare anche in condizioni di ridotto tono-trofismo e di difficoltà di carico. Per questo motivo un muscolo che ha forza ridotta e non consente un corretto lavoro può realizzare in acqua diversi movimenti. La riduzione del peso corporeo che si ottiene nel mezzo idrico permette inoltre di eliminare il dolore dovuto al carico e di iniziare precocemente la riabilitazione motoria.
Altrettanto importante è l’effetto analgesico del calore che si ottiene utilizzando acqua riscaldata ad una temperatura di 32°-35°C. Il calore, infatti, innalza la soglia di sensibilità al dolore determinando anche una sedazione generale e rilasciamento muscolare.
Un altro effetto è il manifestarsi di fenomeni sensoriali quali un miglior apprezzamento della posizione del proprio corpo e del senso di movimento dovuti alla percezione della pressione esercitata dall’acqua su tutto il corpo che si traduce in una sensazione di maggior sicurezza nell’esecuzione dei movimenti. Il mezzo idrico, più denso rispetto all’aria, permette inoltre movimenti controllati ed eseguiti contro una leggera resistenza.
Questo riduce i rischi di movimenti incontrollati che possono far insorgere la sintomatologia, peggiorare la situazione patologica, dare paura ed insicurezza al paziente rallentandone la rieducazione.